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August 28 IL MIO LIBRO-RACCOLTA DI POESIE : "IPOTESI DI MONDO"
LE PROFEZIE SU GESU'
DAL SALMO 22 (composti tra l'XI secolo e il II secolo prima della nascita di Gesù)Le sofferenze e la gloria del Salvatore16 Poiché cani mi hanno circondato; |
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21 Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti, degli scribi, ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno. 22 Pietro, trattolo da parte, cominciò a rimproverarlo, dicendo: «Dio non voglia, Signore! Questo non ti avverrà mai». 23 Ma Gesù, voltatosi, disse a Pietro: «Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini».
da www.laparola.net - Matteo 16;21 -
di liane che affannano.
Saggezza e anagrafe primaverile
aprono squarci temporali
e stordito m'osservo:
...non son innamorato
eppur la testa perdo.
Doni d'estate
come canti di sirene all'Ulisse
m'incantano d'immenso.
Poeti d' altre sponde
che ti smuovono scarlatte corde
d' un'arpa chiamata artista.
Risi di fulgente spirto
'carezzano li miei occhi
ed estasiato nel core
incateno l'alma mia a questa terra.
Quando 'l vento mio
incontra i suoi lidi
libra radioso su cotanti bagliori.
Quanta speme s'effonde nel core
quanti canti m'intonano l'angeli...
fossi albore rimarrei
ché le radici siciliane
son di linfa
di vitale firmamento.
Amore è pene d'amor perduto
che stordiscono lo spirto
e come 'l bere per li briachi
danno un sé misconosciuto or sono.
Amor come un magnete
che nel core degli amanti
su d' un'edera stellare
stringe a sé l'attimi, i corpi, l'universo e 'l verso.
Amor, amor,
tempeste di perdizione
passione in senni
che gelosia trasmuta.
Amor, amor
logos di galassie parallele
'vinghiate ad un sol palpito di cor.
Amor, amor
tuoni di tempeste
e melodie di firmamento...
In quell'irta strada mia
gemo mesto al mio vagare
imperituro ch'io sia
ma smarrito è 'l mio marciare.
Tra l'oblio che mi s'avvolve
'l mio Dio mi s'avvicina
ma distante è ancor il core
e rende d'eco la sua voce.
Ne li specchi de la mente
il tuo ricordo si riflette
e li frantumi torno il 'guardo
mi rimembrano che t'amo.
Il verdetto più d'angoscia
è veder che mori a poco
mentre tu già non curante
cieca geli a quel mio foco.
Se sei lungi dal mio spirto
vien la Morte dei miei sensi
ma morir m'è sì gran caro
al vampo fioco che dispensi.
L'elogiar le mie posie
sull'oceano mergerò
ché la brezza sua spirante
miglior cielo vi darà.
Ch'a son uomo 'l mio tormento
il mio amore sì morrà
e tanto spento 'l mio vagare
nello spirto fiderà.
Squassa squassa li miei moti
di negletto levigar
ché 'l desio s'è ormai scordato
qual nomea m'ha già sposato.
La mia mente s'è librata
e con il core è sol Presente
qual elogio mai vorrà?
Il mio concorso de la vita
è l'allor dopo la vita.
Note dell'autore : Dedicata a tutti
coloro che hanno preso parte a due giorni del "sogno a
occhi aperti", in particolare (in ordine alfabetico, tranne il
primo nome, poiché è doveroso lasciare quel posto alla persona che per noi autori ha un posto speciale dato il cuore davvero eccezionale che ci mette nel suo
impegno) : Vera Ambra, Alessandro, Ary,
Letizia, Mariella, Narcisa e Valeria. GRAZIE A TUTTI,
M'AVETE REGALATO QUALCOSA D'UNICO, spero che i miei versi
ripagheranno anche solo un di quei momenti che ho vissuto a Catania
con voi...
Comete dal cielo dipingete
e esprimete gran desideri
al solo calare di palpebre.
Di vivo color variopinto
confini d'aurora svegliate
fondendo il cor d'aura nivea
di dune ondulate or sciolte
dai vostri empatici palpiti:
brillate d'estasi.
Guarigione di un ragazzo indemoniato
14 Quando tornarono tra la folla, un uomo gli si avvicinò, gettandosi in ginocchio davanti a lui, 15 e gli disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio, perché è lunatico e soffre molto; spesso, infatti, cade nel fuoco e spesso nell'acqua. 16 L'ho condotto dai tuoi discepoli ma non l'hanno potuto guarire». 17 Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò? Portatelo qui da me». 18 Gesù sgridò il demonio e quello uscì dal ragazzo, che da quel momento fu guarito.
19 Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché non l'abbiamo potuto cacciare noi?» 20 Gesù rispose loro: «A causa della vostra poca fede; perché in verità io vi dico: se avete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: "Passa da qui a là", e passerà; e niente vi sarà impossibile. 21 [Questa specie di demòni non esce se non per mezzo della preghiera e del digiuno.]»
le ossa disperse immerse di muffa
si logorano rimembrando scale.
Sulla fanghiglia il teschio si tuffa
et solo con incancreniti pianti
di cavità orbitarie l'erbe acciuffa.
Sopra il loculo passi dei viandanti
muti discendono al mio muro bianco
piè di carni vane, d' anime erranti.
Di sogni soli / son estirpato.
Morta natura / di sole spento
son irretito / d'aedi spenti
e occhi confusi / gemono mesti.
D'ali tarpate uccidete righe
nella forma d'espressione incido
libero di catene intrusive
divampo di poesia rifulgente.
Schegge di tempo impazzito
che rovesciandosi sul mio incedere
si rivolta alla sua quotidianità.
Arrampico lampi di vento
che sul burrone scosceso
tenta d'inghiottirmi.
Su picchetti di cielo cristiano
procedo conficcandoli nei cuori:
seme e deserto si confondono.
Abbraccio la morte
danzo con la vita:
tempo impazzisci
accendi le steppe bruciate!
La poesia è sangue
che dal bollore di gyser
intrisa di copiosa sorgente viva
porta sulle ali angeliche
d'una ispirazione celestiale
il nostro spirito.
Il fiume della fede
abbevera i versi
che come leggiadri petali
s'addormentano sulla duna poetica
che spostandosi sui mille volti
abbaglia della sua speranza.
Poesia corta lunga e immediata:
il corpo se la sostanza è vita
non muta la sua essenza.
Sogni rapidi e frenetici
liberandosi dell'incessante tempo
placidamente s'insinuano nello spirito.
Sogni che scorrono
in una realtà che al loro centro veleggia
e si porta più vicino alla riva:
la sabbia emana ancora soffi d'incredulità.
Sogni che dipingono la speme
che sprezzanti contro la corrente
rincorrono le melanconiche onde.
Sogni che con una lancia cristiana
spezzo nel Mondo:
il sangue fluisce dal suo cuore
e m'abbevero della fonte dell'Amore.
Ore notturne
il sogno trapassa l'animo
l'emozione gioca con la luna
il brivido passionale
infonde l'aura dell'anima.
Accresco il dolce focolare
su cui le mani
s'accarezzano felici.
Amare è un vento ondulato
che posandosi sui nostri boschi
accarezza velatamente
le gote.
Attendo tra i pertugi di due siepi
l'immenso che traspare
nella distesa di eterna felicità...
Aria asfissiante
m'intrappola.
Gabbia di funeste sbarre
di persone in cerca dell'effimero.
Sere in cerca d'un dialogo smarrito
ormai perduto ridendo di se stessi.
Cambierò il Mondo
o il mondo cambierà me?
La fede esce del bocciolo della speme
a attorniandosi di liane frondose
ricopre le sbarre
librando da un granello di senapa
fino a portare il cielo in un'arida terra.
La poesia colora il Mondo
che provo ad accendere
di pioggia variopinta
di fede ed emozione.
Dal trespolo di un piccolo loculo
provo dall'infinitesimo pulviscolo
d'una terra pesante
a far trascendere le anime
tirando con lettere e calde parole
per riempire quell'arido vuoto
che di un silenzio immemore
spesso getta un'illusione di dialogo.
Pastelli di fiamme
dallo sfogo di uno stanco inferno
s'esaltano
trainando il bambino sopito
nello sfolgorante cammino.
Un tetto di cristallo
da una botola si scalfisce.
É il canto straziante
d'una voce solitaria
che tenta dalle zanne fameliche
di frantumare
la perversa realtà.
Una poesia e il buco cede
un emozione trascende l'anima
e dalla preghiera
s'ammanta di una fuga liberatoria.
Provo a condividere quell'urlo
con altre corde vocali
per andar insieme incontro
all'angelico amore.
Il Mondo avanza
dall'altura sovrasta lo sguardo:
lo scolpirlo un obbligo.
Le punte accuminate
gettano nell'oblio profondo
ma con fiamme penetranti
la salita si guadagna.
Dalla cima di una sporgenza
ali d'angelo scrutano
a rispettare quel momento
in cui la donazione d'una mano
viene a sorreggerci.
Sguardo intriso d'una pioggia
di lacrime d'emozioni
da una porta spalancata
che con un raggio sinuoso
di fiamme furiose
raggiunge la cima.
Uno stelo verde rigoglioso
dolcemente si posa
su se stesso.
Un rigido cristallo
s'ammanta dei cerchi
rossi come la lava
gettata nell'incandescente inferno.
Ali si poggiano
su girovaghe menti
e dal canto d'un airone
risplendono l'universo.
Un candido rosola
l'anima liberata:
tutto e tant' altro
per me scrivere.
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